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Serial killer di Long Island, la storia vera del caso Gilgo Beach
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Il serial killer di Long Island: il caso Gilgo Beach e la verità arrivata dopo anni

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove

La storia del serial killer di Long Island, dagli omicidi di Gilgo Beach alla condanna di Rex Heuermann, l’architetto di Massapequa Park che ha ammesso l’uccisione di otto donne.

Per anni il serial killer di Long Island è stato uno dei misteri più cupi della cronaca americana. Il caso, conosciuto anche come Gilgo Beach serial killings, esplose nel 2010, quando la ricerca di una donna scomparsa, Shannan Gilbert, portò la polizia a scoprire resti umani lungo Ocean Parkway, vicino a Gilgo Beach, su Long Island.

All’inizio sembrava una storia senza volto: corpi nascosti nella vegetazione, vittime spesso ignorate perché legate al lavoro sessuale, indagini lente, piste interrotte e famiglie lasciate per anni senza risposte.

Poi, nel 2023, arrivò l’arresto di Rex Heuermann, architetto di Manhattan residente a Massapequa Park. Nel 2026, dopo anni di accuse e sviluppi investigativi, Heuermann ha ammesso in tribunale l’uccisione di otto donne.

Il caso oggi non va più raccontato come un cold case completamente irrisolto. Una parte decisiva ha avuto un esito giudiziario: Heuermann si è dichiarato colpevole per sette omicidi e ha ammesso anche l’uccisione di Karen Vergata, per la quale non era formalmente accusato.

Ma restano zone da trattare con prudenza: non tutte le vittime trovate nell’area di Gilgo Beach sono state attribuite giudiziariamente a lui, e la morte di Shannan Gilbert non è stata considerata parte certa della serie.

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.
Sagoma di un uomo con cappuccio nell’ombra che fa segno di tacere. – newsmondo.it

Il serial killer di Long Island: i corpi lungo Ocean Parkway e la nascita del caso Gilgo Beach

La vicenda cominciò con la scomparsa di Shannan Gilbert, una giovane donna che lavorava come escort e sparì nel maggio 2010 dopo una drammatica richiesta di aiuto.

Mesi dopo, mentre la polizia cercava lei, un cane da cadavere portò gli agenti verso un primo corpo nella vegetazione lungo Ocean Parkway. Non era Shannan: era Melissa Barthelemy.

Nel giro di poco tempo vennero trovati altri tre corpi nella stessa area. Le vittime erano Maureen Brainard-Barnes, Megan Waterman, Amber Lynn Costello e Melissa Barthelemy: sarebbero diventate note come le “Gilgo Four”.

Erano donne giovani, molte legate al lavoro sessuale o agli annunci online, e proprio questo contribuì a far emergere una delle parti più dolorose del caso: per anni le loro sparizioni erano state trattate con meno attenzione di quanto meritassero.

Nel 2011, nuove ricerche portarono al ritrovamento di altri resti umani lungo Long Island. Alcuni vennero collegati a casi precedenti e identificati solo molti anni dopo grazie al DNA.

Tra le vittime poi entrate nel quadro giudiziario legato a Heuermann ci sono Jessica Taylor, Valerie Mack, Sandra Costilla e Karen Vergata. Il caso si allargò così oltre la sola spiaggia di Gilgo: diventò una mappa di sparizioni, corpi ritrovati in luoghi diversi e indagini rimaste bloccate per anni.

La figura di Shannan Gilbert resta centrale per un motivo preciso: senza la sua scomparsa, probabilmente la serie di ritrovamenti non sarebbe emersa in quel momento.

Ma la sua morte è un punto da maneggiare con cautela. Le autorità hanno indicato una dinamica diversa rispetto agli omicidi attribuiti al serial killer, e non c’è stata una condanna che la colleghi a Heuermann.

L’arresto di Rex Heuermann e la condanna dopo decenni

La svolta arrivò solo molti anni dopo. Nel 2022 venne rilanciata l’indagine con una task force dedicata. Gli investigatori ripresero in mano vecchi elementi, incrociarono dati telefonici, testimonianze, veicoli sospetti e prove genetiche.

Uno dei passaggi decisivi fu il collegamento con un Chevrolet Avalanche, indicato da una testimonianza legata alla scomparsa di Amber Costello.

Da lì gli investigatori arrivarono a Rex Heuermann, architetto che lavorava a Manhattan e viveva a Massapequa Park, non lontano dalle zone dell’indagine.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa, elementi telefonici e genetici contribuirono a stringere il cerchio: tra questi, il DNA ricavato da una crosta di pizza gettata da Heuermann e confrontato con materiale genetico recuperato su resti o reperti collegati alle vittime.

Heuermann venne arrestato nel 2023. Inizialmente il caso riguardava alcune delle vittime più note, poi le accuse si ampliarono.

L’8 aprile 2026 si dichiarò colpevole per gli omicidi di Melissa Barthelemy, Megan Waterman, Amber Lynn Costello, Maureen Brainard-Barnes, Valerie Mack, Jessica Taylor e Sandra Costilla. Nella stessa sede ammise anche di aver ucciso Karen Vergata, pur non essendo formalmente accusato per quella morte.

Il 17 giugno 2026, a Riverhead, venne condannato al carcere a vita senza possibilità di libertà condizionale. La sentenza ha dato una risposta giudiziaria a una parte enorme del caso, ma non cancella il ritardo con cui molte famiglie hanno ottenuto verità.

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ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2026 19:37

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